Il mistero della scimmia rossa
Dedicata ad Ángela, Moon, Ariadna, Zuma, Sandra, Sonia, Mettu… Con tutto il mio affetto.
Uscito in Spagna con il titolo “El misterio del mono rojo”, è un film di spionaggio che saccheggia liberamente l’opera di Edgar Allan Poe e colloca la sua azione nella Londra del 1954, in piena Guerra Fredda, quando gli scienziati specializzati in missili e guerra nucleare erano più importanti dei giocatori dell’NBA.
A quei tempi il viaggio di uno di quegli scienziati con scalo a Londra prima di arrivare negli Stati Uniti era un’occasione d’oro per gli agenti comunisti che volevano eliminare quel cervello deciso a mettersi al servizio del capitalismo. Ken Hughes ci racconta questo e lo fa con una tecnica molto realistica, con un’immagine atonale quasi documentaristica, girando con pochissima luce e, nella maggior parte dei casi, in ambienti reali. Inventando, senza saperlo, il mitico film cinema.
Gli interpreti della pellicola sono Richard Conte, che fa l’americano sfruttando la sua immagine di attore abituale del noir; Rona Anderson, che porta le pause di tensione sentimentale, girate con molta grazia a partire da una situazione radicalmente falsa; e Colin Gordon, che dà vita al personaggio di un giornalista.
Sottolineiamo anche che il film sfrutta le particolarità della polizia britannica rispetto agli agenti americani; vale a dire il rigore civico e puritano di un agente senza pistola che non beve mai in servizio, contro un altro che svuota i bicchieri di whisky protetto dall’arma che porta nella fondina ascellare.
Nel caso non fosse chiaro chi sia il migliore, le preferenze sentimentali della ragazza non lasciano spazio a dubbi.
Pur trattandosi di una produzione modesta, il regista britannico Ken Hughes riesce a mantenere la tensione per tutto il film.
Molto consigliato e piacevole da vedere; non perdetevelo.
Carlos